La Valigia
C'è chi prepara la valigia una settimana prima della partenza, spunta una lista e il giorno prima deve solo chiuderla.
E poi ci sono io.
E magari ci sei anche tu.
La apro, la richiudo, la riapro. Rimando il più possibile e finisco quasi sempre per prepararla all'ultimo momento. Forse perché ho l'impressione che, aspettando ancora un po', mi verrà in mente proprio quella cosa indispensabile che stavo per dimenticare.
E infatti succede sempre.
Quando la valigia è ormai chiusa, trovo qualcosa da infilare dentro: quella maglia, quel libro, quel "non si sa mai" che riesco a incastrare all'ultimo momento... e che, puntualmente, torna a casa senza essere mai uscito dalla valigia.
Quando poi si parte con i figli, almeno per me, la storia si amplifica.
Perché, a dirla tutta, credo che loro partirebbero tranquillamente con un cambio, il telefono e il caricabatterie.
La preoccupazione è quasi tutta mia.
Anche questa volta ho aspettato fino all'ultimo secondo prima di preparare la mia valigia. Alcune abitudini sono dure a morire.
Eppure, mentre la riempivo, mi sono accorta che una cosa era cambiata.
Una scelta che da qualche tempo si fa strada dentro di me e che sto provando ad allenare.
Partire per un mese e scegliere una valigia piccola, esattamente quella della foto.
Una scelta quasi banale, se non fosse che sarei partita in macchina. Avrei potuto riempire il bagagliaio senza alcun problema.
E invece no.
Ho scelto una valigia piccola. Non perché fossi sicura che mi sarebbe bastata, ma perché, per la prima volta, mi sono fatta una domanda diversa.
Non: "Che cosa posso mettere ancora dentro?"
Ma: "Di che cosa ho davvero bisogno?"
Mi sono accorta che quelle due domande mi facevano partire da due luoghi interiori molto diversi.
La prima mi spingeva a guardare ciò che avrei potuto perdere, dimenticare. La seconda mi invitava a guardare ciò che avevo già con me.
La prima nasceva dall'incertezza di un futuro che non potevo controllare. La seconda dalla fiducia di poter affrontare ciò che avrei incontrato lungo la strada, facendo affidamento su ciò che avevo già con me.
Magari tra qualche giorno penserò che avrei dovuto portare quella maglia rimasta nell'armadio.
Oppure scoprirò, ancora una volta, che avevo già tutto ciò che mi serviva.
E che uno spazio lasciato vuoto non è uno spazio perso.
È uno spazio disponibile per qualcosa che ancora non conosco.
Non so ancora quale sarà la risposta e credo non sia nemmeno la cosa più importante.
Mi basta aver iniziato a farmi una domanda diversa che ha spostato il mio punto di partenza.
E tu?
Che cosa scegli di portare con Te?
Di che cosa hai davvero bisogno per partire?